Gestione del rischio commerciale: 4 aspetti da rivedere a settembre

Settembre è spesso il mese della ripartenza.

Le attività tornano a pieno ritmo, riprendono gli ordini, si riaprono le gare, i cantieri entrano in una nuova fase e molte imprese iniziano a guardare agli obiettivi dell’ultimo trimestre.

In questo momento, la gestione del rischio commerciale diventa particolarmente importante.

Non perché ogni opportunità debba essere frenata, ma perché alcune decisioni meritano di essere valutate con più attenzione prima di produrre effetti su liquidità, continuità operativa e rapporti commerciali.

Un ordine importante non è sempre solo una buona notizia

Ricevere un ordine rilevante è positivo.

Significa che il mercato risponde, che il cliente continua a scegliere l’impresa e che ci sono nuove possibilità di crescita.

Ma quando l’ordine arriva da un cliente che non viene valutato da tempo, può portare con sé anche un’esposizione più alta del previsto.

Prima di accettare una fornitura importante, è utile chiedersi se il cliente sia ancora solido, se i tempi di pagamento siano rimasti regolari, se l’esposizione complessiva sia coerente e se l’impresa possa permettersi di attendere l’incasso.

Il rischio, a volte, non nasce da un cliente nuovo.

Nasce da un cliente conosciuto, su cui però non ci sono più informazioni aggiornate.

Vendere resta fondamentale.
Vendere con metodo lo è ancora di più.

Il cliente storico va comunque riletto nel tempo

In molte aziende la frase “è un cliente storico” viene usata come garanzia di affidabilità.

È comprensibile.

Un rapporto costruito nel tempo ha valore, soprattutto quando si basa su fiducia, continuità e conoscenza reciproca.

Tuttavia, un cliente storico non resta necessariamente uguale per sempre.

Può cambiare il suo mercato, la sua liquidità, il comportamento nei pagamenti o la sua esposizione verso fornitori, banche e altri partner.

Il rapporto conta, ma non sostituisce l’analisi.

Anche i clienti più consolidati andrebbero rivalutati periodicamente, soprattutto quando aumentano gli ordini, cambiano le condizioni commerciali o emergono piccoli segnali: ritardi, richieste di dilazione, pagamenti parziali, comunicazioni meno puntuali.

Non è diffidenza.

È gestione del rischio commerciale.

Nelle gare, la garanzia non dovrebbe arrivare alla fine

Quando un’impresa valuta una gara interessante, l’attenzione si concentra spesso su requisiti, offerta, documentazione e scadenze.

Poi arriva la garanzia.

Spesso alla fine.

Ed è proprio in quel momento che possono nascere rallentamenti.

Una cauzione richiesta troppo tardi, non coerente con il bando o gestita senza verificare bene importi e requisiti può complicare una procedura che sembrava sotto controllo.

Negli appalti, la garanzia non è un semplice allegato.

È parte della preparazione alla gara.

Prima di arrivare a ridosso della scadenza, conviene avere chiari almeno tre elementi: che tipo di garanzia serve, con quali importi e tempi, e con quali requisiti documentali.

Una procedura ordinata non elimina tutti gli imprevisti.

Ma riduce quelli evitabili.

Un cantiere non parte quando apre il cancello

Nel settore construction, il rischio non nasce solo quando i lavori sono già avviati.

Spesso prende forma prima.

Quando si definiscono responsabilità, soggetti coinvolti, obblighi contrattuali, tempi, materiali, subappaltatori e possibili criticità operative.

Un imprevisto tecnico può trasformarsi rapidamente in ritardo.
Il ritardo può diventare costo.
Il costo può ridurre i margini.
E la gestione del progetto può diventare più complessa.

Per questo la valutazione del rischio dovrebbe entrare nella fase di preparazione del cantiere, non solo quando il danno è già avvenuto.

Le coperture C.A.R. aiutano a leggere questi elementi con più ordine, proteggendo la continuità del progetto e riducendo l’impatto economico degli imprevisti.

Preparare un cantiere significa anche sapere cosa potrebbe metterlo in difficoltà.

Ordini importanti, clienti storici, gare e cantieri hanno un elemento in comune: possono sembrare situazioni ordinarie, ma contengono rischi che meritano di essere letti prima. La gestione del rischio commerciale non serve a rallentare l’impresa. Serve a prendere decisioni più consapevoli. Settembre è un buon momento per rimettere ordine, aggiornare le valutazioni e affrontare la ripartenza con maggiore controllo. TLSAS affianca le imprese nella lettura e nella gestione del rischio commerciale, con un approccio consulenziale orientato alla prevenzione.
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T.L. SAS di Pieroni Tania

La T.L. SAS di Tania Pieroni, agenzia Coface a Macerata, da 30 anni supporta le aziende con soluzioni su misura per la gestione dei crediti e dei rischi commerciali. Offre consulenze personalizzate e si specializza in fidejussioni per diversi settori. Coface è leader mondiale con oltre 70 anni di esperienza.

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